Lettera a uno studente

Carissimo, 
mi hai chiesto in che modo tu debba studiare per acquistare il tesoro della scienza, ed ecco il mio consiglio: non voler entrare subito in mare, ma arrivaci attraverso i ruscelli, perché è dalle cose più facili che bisogna giungere alle più difficili.

Voglio che tu eviti i discorsi inutili; abbi purezza di coscienza; non trascurare la preghiera, ama il silenzio e la riflessione se vuoi gustare il vino della sapienza. Sii cordiale con tutti, non essere curioso dei fatti altrui. Non avere eccessiva familiarità con alcuno perché essa genera disprezzo e dà occasione di trascurare lo studio. 
Non intrometterti in cose che non ti riguardano, non voler sapere tutto, cerca di imitare gli esempi delle persone rette e dei santi, non guardare chi è colui che parla ma tieni in mente tutto ciò che dice di buono. 
Procura di comprendere ciò che leggi e ascolti, chiarisci i dubbi, sforzati di riporre nello scrigno della mente tutto ciò che ti sarà possibile, bramoso di riempire il vaso, non cercare cose superiori alla tua capacità.

Seguendo queste orme metterai rami e produrrai frutti buoni dove il Signore ti ha destinato a vivere. Se osserverai le cose che ti ho detto, potrai raggiungere la meta alla quale tu aspiri. 

Tommaso d’Aquino

studente sapienza Aquino

Ormai

Già, eccola la parola assassina: ormai. 
Lei non passa mai di moda, e ora come allora serve a non partire, non fare, non provare mai a cambiare le cose intorno a noi. È una parola corta, ma basta a riempire una vita di scontento, giorno dopo giorno fino all’ultimo, raccontandoci che per essere felici è troppo tardi, ormai. 

Quante volte ci lamentiamo del lavoro, delle scelte, di mariti e mogli, fidanzati o compagni e insomma della vita tutta intorno e addosso a noi. E diciamo scemenze tipo che l’infanzia era l’età più bella, la più libera e spensierata. Ma non è mica vero: come può essere libera, un’età in cui per fare qualsiasi cosa devi chiedere il permesso a genitori, familiari, maestri, catechisti e adulti in generale? È quando diventi grande che sei libero davvero, non devi obbedire a nessuno, e disegnare la tua vita spetta a te. Solo che ce la disegniamo da schifo. 

Da bambini abbiamo un sacco di sogni, ma ce li teniamo dentro perché è troppo presto, in attesa di diventare adulti e realizzarli. Poi però cresciamo, e decidiamo che i sogni sono roba da bambini, e al posto di quelli ci riempiamo i giorni di obblighi e doveri e altra roba che non ci piace e non ci fa felici, e vorremmo cambiare ma non cambiamo nulla di nulla, perché è troppo tardi, ormai. 

Troviamo un sacco di scuse: siamo troppo giovani o troppo vecchi, oppure siamo sfortunati, diversi, siamo nati nel posto sbagliato. O magari sono gli altri che sono cattivi, sono invidiosi, sono raccomandati, sono … sono tutte scuse, che ci raccontiamo per non fare nulla. 
E io non ho niente contro le scuse, anzi, le amo. Sono preziose quando le usi con gli altri, per evitare cene noiose, ritrovi di parenti, riunioni di condominio e altri inaccettabili furti di vita. Ma che senso hanno le scuse, se le raccontiamo a noi stessi per non essere felici?
Non lo so e non lo voglio sapere. Per stare meglio, a me basta sapere che sono negato a suonare il pianoforte. E sembra che non c’entri nulla, ma invece sì: fin da piccolo, quando alla tv c’era qualcuno che suonava il piano, io seguivo e annuivo, pensando che avrei saputo farlo anch’io. (…)
Non ho quel talento, non ce l’ho per niente, però non ho nemmeno quel rimpianto dentro. Ci ho provato, e ho fallito enormemente, ma va bene così. Mi hanno detto che sono negato, che sono patologicamente negato, ma sono contento di non aver detto ormai.


(Fabio Genovesi - “Il calamaro gigante”)

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La prima enciclopedia al mondo per le microaggressioni, The Micropedia of Microaggressions, lanciata nel dicembre 2021 è già stata utilizzata in oltre 125 paesi ed è stata incorporata in innumerevoli programmi di diversità, equità e inclusione in settori pubblici, privati e senza scopo di lucro.
La nuova mostra d'arte itinerante, Worn Down by Words, è ora ospitata per aumentare ulteriormente la consapevolezza dell'impatto dannoso e di ciò che possiamo fare al riguardo.

Le microaggressioni sono spesso indicate come una morte di mille tagli di carta a causa della loro natura ripetitiva. Questa nozione ha ispirato la mostra che include quattro pezzi provocatori, ognuno dei quali visualizza l'impatto che queste frasi possono avere sulla salute mentale di una persona. Ogni microaggressione viene mostrata al di fuori di una silhouette tagliata al laser: “Da dove sei davvero?”, “È così gay”, “È una tale stronza” e “Non dovrebbero importare tutte le vite?” La silhouette stessa è costruita con diversi strati di carta tagliata, dimostrando come le parole possono logorare qualcuno nel tempo. Il danno interiorizzato è rappresentato in un ultimo strato rosso.

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Score4Rights è una campagna internazionale lanciata durante i Giochi Olimpici di Pechino 2022 per affrontare le violazioni dei diritti umani in Cina. La campagna ha utilizzato le Olimpiadi come canale per sensibilizzare e mostrare solidarietà alle vittime delle violazioni dei diritti. Ha invitato atleti e attivisti a sollevare un saluto simbolico facendo una forma a C che rappresenti la speranza e il cambiamento per il bene dell'umanità. La campagna ha avviato una conversazione pacifica sulla interpretazione della Cina sui diritti umani.

La campagna è diventata di tendenza su Twitter ed è stata coperta da diversi canali mediatici di fiducia. The Guardian, CBC News, de Volkskrant e VOA Chinese hanno presentato la campagna Score4Rights e hanno puntato i riflettori sul suo messaggio.

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